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Irresistibili cibi grassi, droga nello stomaco - Svelato il meccanismo della reazione 'una tira l'altra' di patatine e snack 5 5 2

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Angy


Admin
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Irresistibili cibi grassi, droga nello stomaco


Svelato il meccanismo della reazione 'una tira l'altra' di patatine e snack





E' una esperienza che abbiamo fatto tutti: una patatina tira l'altra, come le ciliege. Ma come anche altre "schifezze" piene di grassi, non ci si riesce a limitare, dobbiamo continuare a mangiarne, magari finché il piatto, o la busta, non resta vuota.
Sembrava solo una questione di "gusto" e di "piacere", ora invece si è scoperto che c'é una ragione chimica ben precisa, che fanno apparire le patatine fritte, e le altre "schifezze",come una vera e propria droga, con tutte le conseguenze della dipendenza. I grassi contenuti in questi cibi inducono infatti lo stomaco a produrre droghe naturali simili alla marijuana, gli endocannabinoidi, che accendono il segnale di 'no stop', cioé quell'irresistibile desiderio di mangiarne ancora.
E' quanto dimostra il team dell'italiano Daniele Piomelli dell'università di Irvine in una ricerca pubblicata sulla rivista Proceedings of the National Academy of Sciences. La nuova scoperta dell'equipe di Piomelli sembra anche rinforzare l'idea del cibo come droga, che sfrutta cioé gli stessi meccanismi neurali delle droghe per farci cadere nella rete dell'abbuffata senza controllo.
I ricercatori hanno studiato su topolini cosa succede quando mangiamo cibi grassi: il problema inizia sulla punta della lingua, qui i grassi comunicano direttamente col cervello e attivano un sistema di trasmissione che invia un messaggio allo stomaco. I grassi chiedono cioé allo stomaco di indurre il rilascio dalle sue pareti delle droghe naturali dell'organismo, gli endocannabinoidi. Questi fanno il resto: attivano il segnale che induce a voler ancora quel cibo e quindi finiamo per stramangiare senza riuscire a dire basta. Peraltro altre sostanze contenute nei cibi come le proteine non sembrano avere questo potere "drogante" sullo stomaco.

ANSA.it

http://angy.twilight-mania.com

leonid reznov


L’impulso a mangiare cibi grassi è condizionato da sostanze, presenti nell’intestino, simili alla marijuana




MILANO - Mangiare patatine fritte è come fumare marijuana: rende dipendenti. Un gruppo di ricercatori italiani e americani ha scoperto perché i cibi grassi danno così tanta soddisfazione e perché è difficilissimo smettere di mangiarli. Alzi la mano chi, è in vita sua, è riuscito ad aprire un pacchetto di chips, ne ha assaggiata una sola e si è fermato lì. E se qualcuno si è domandato il perché adesso ha trovato la risposta. Il segreto sta negli endocannabinoidi, sostanze prodotte dall’intestino, chiamate così proprio perché hanno effetti simili ai cannabinoidi, marijuana compresa.

SENSO DELLA FAME - Tutto, però, comincia dalla lingua: quando una sostanza grassa viene ingerita, genera un segnale che viaggia prima verso il cervello e, successivamente , attraverso il nervo vago, arriva all’intestino e stimola la produzione di endocannabinoidi. A loro volta, questi ultimi attivano altre cellule che, attraverso sostanze chimiche, danno via al “desiderio insaziabile” di patatine (nel caso dell’esperimento appena pubblicato sulla rivista Pnas, ma lo stesso meccanismo vale quando si consumano altri cibi ricchi di grassi, soprattutto quelli presenti nel “cibo spazzatura”). Gli endocannabonoidi (in particolare l’anandamide e il 2-arachidonil-sn-glicerolo), in definitiva, interferiscono con la produzione di ormoni che hanno a che fare con il senso della fame e della sazietà e, proprio per questo, giocano, un ruolo importante nella regolazione dell’assunzione di cibi grassi.

L’EVOLUZIONE - «Parlando in termini evolutivi – spiega Daniele Piomelli, direttore del Dipartimento di Drug Discovery and Development dell’Istituto Italiano di Tecnologia (Itt) di Genova e autore dello studio, condotto in collaborazione con l’University of California a Irvine – l’esistenza di questo meccanismo è stata molto importante per l’adattamento e la sopravvivenza dei mammiferi, perché i cibi grassi rappresentano un’importante e primaria fonte di energia. Oggi non è più così sia perché nell’ambiente, in cui viviamo, abbiamo a disposizione tutti i nutrienti di cui abbiamo bisogno, sia perché lo sforzo fisico, a cui siamo sottoposti, è molto minore rispetto al passato. Ecco perché questo meccanismo, così necessario nel passato, è diventato causa di sovrappeso, obesità e altre patologie come il diabete, le malattie cardiovascolari e i tumori».

NUOVE TERAPIE - Lo studio ha anche dimostrato che, attraverso la somministrazione di un antagonista dei recettori degli endocannabinoidi , il bisogno di ingestione di grassi diminuisce. E spiega, infine, il risultato di un’altra ricerca, appena pubblicata sul New England, che dimostra come le chips siano l’alimento che più fa ingrassare sul lungo periodo, seguite da altri tipi di patatine, dalle bevande zuccherate, dalla carne non conservata e conservata.

Adriana Bazzi
Corriere della sera

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