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La casa vicino alla Valle della Morte: il giornalista Fabrizio Rondolino e la Simona ex portavoce di D' Alema , finisce sul New York Times il 2011-08-04, 18:21
Angy
Admin

Nel deserto del Nevada Alta, Sleeping in Star-Surround
E l'America scopre
il buen retiro di Rondolino
La casa vicino alla Valle della Morte: il giornalista,
ex portavoce di D'Alema, finise sul New York Times
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| Fabrizio Rondolino e la moglie Simona (Lapresse) |
CASA PREFABBRICATA - Le varie sezioni della casa, che è composta da tre camere da letto, due bagni, un ufficio e che ha una vasca idromassaggio sul terrazzino, sono state fabbricate a Reno, capoluogo della contea di Washoe che si trova a circa cinque ore dall'abitazione e successivamente sono state trasportate nel deserto. I vicini sono davvero pochi, per lo più anarchici e mistici alla ricerca di Dio (a mezzo chilometro dalla casa di Rondolino vi è una cappella costruita da Jerry, un eremita che teme l’Apocalisse). A circa sette miglia invece c'è lo Shady Lady Ranch, un bordello frequentato da gente di passaggio, mentre il paese più vicino si chiama Beatty ed è a non meno di 30 miglia. Qui la famiglia Rondolino fa la benzina e la spesa prima di rituffarsi in pieno deserto tra coyote e città fantasma.
La casa nel deserto di Rondolino
L’AMORE PER IL DESERTO - L'amore per il deserto è stato trasmesso alla coppia italiana da Zabriskie Point, il film di Michelangelo Antonioni sulla controcultura Anni Sessanta che fu girato proprio nella Valle della Morte. Rondolino e la moglie visitarono questo territorio per la prima volta 18 anni fa e se ne innamorarono immediatamente. Nel corso degli anni i due sono stati in altri celebri deserti (il Simpson in Australia, il Gobi in Mongolia e quello di Atacama in Cile), ma circa 10 anni fa, durante un periodo difficile della loro vita sentimentale, passarono alcune settimane proprio nella Valle della Morte: «Abbiamo avuto una sorta di crisi emotiva in un luogo che abbiamo chiamato ironicamente la Montagna dell'ultima possibilità - racconta Rondolino al quotidiano newyorkese - Ma fortunatamente, questa non è stata la nostra ultima possibilità. Siamo tornati in Italia e dopo due mesi stavamo di nuovo assieme».
NAVICELLA SPAZIALE - Dopo aver deciso di costruire una dimora in mezzo al deserto, la signora Rondolino, ritenne giusto seppellire per sempre nelle rocce di questo territorio il suo anello nuziale: «L'ho fatto perché a questo luogo saremo per sempre legati - dichiara Simona Ercolani- Qui ci siamo persi e qui ci siamo ritrovati. Questo posto è il simbolo del nostro amore. Seppellendo l'anello, ho sepolto la parte triste della nostra storia». Adesso che il dolore è passato e la casa ha cementato il loro amore, la coppia dichiara di essere orgogliosa di questa dimora prefabbricata, nella quale si distinguono colori che ricordano il deserto e dove l'idea di costruire una piscina è stata subito scartata: «Non si può avere una piscina in mezzo al deserto - dichiara il giornalista - Quella è roba da star di Hollywood». Da parte sua, la Ercolani sottolinea come dalla camera da letto con vetrate a tutta altezza si può assistere a uno spettacolo unico: «Lo scorso Natale siamo rimasti qui una settimana - dichiara la produttrice televisiva - Nella notte si potevano vedere le stelle in movimento». Rondolino aggiunge: «C'erano miliardi di stelle da ogni parte. Sembrava di essere su una navicella spaziale».
Francesco Tortora
Corriere della Sera







